FORNETTO UNGHIE serve per cucinare le unghie ?

FORNETTO UNGHIE serve per cucinare le unghie ?

Ecco quello che devi sapere prima, e dopo, l’ acquisto del “Fornetto unghie”

Così viene spesso chiamata la lampada per unghie uv o led, ma di certo non è un fornetto per unghie, non serve mica a cucinare no? In questo articolo volevo parlarti della lampada uv unghie e fare chiarezza non solo sui termini corretti che alla fine non sono poi così importanti dato che se una cliente ci ordina telefonicamente un fornetto per unghie capiamo esattamente di cosa parla, ma di cosa è la luce UV e come può essere riprodotta attraverso le lampade uv o led per unghie e dato che oggi ve ne sono di diversi tipi prima di parlare delle lampade è opportuno fare una premessa:

Nel tempo ho incontrato varie clienti che arrabbiate per un acquisto fatto presso terzi, non si siano trovate soddisfatte in quanto parlando di lampada led unghie ovvero lampade per semipermanente pur essendo state rassicurate che si trattasse di lampade led unghie professionali, alla fine sono rimaste deluse.

Leggere le opinioni sulle lampade per unghie aiuta certamente ma tutto parte dalla conoscenza dell’argomento che ognuno di noi ha e da quella che ha il fornitore che sta vendendoti tale apparecchio il “fornetto unghie” appunto. 

Ecco perché ti invito a leggere il presente articolo che vuole darti una informazione imparziale e darti delle competenze corrette per i tuoi futuri e ponderati acquisti, quindi devi assolutamente sapere:


Cosa sono i raggi UV

Perchè i gel UV per unghie polimerizzano se esposti ai raggi UV

Quale tecnologia viene usata nella ricostruzione unghie per riprodurre i raggi UV

Quali sono le lampade migliori per polimerizzare i gel UV

Lampada led unghie quale scegliere?


Cosa sono i raggi UV?

Senza entrare troppo nel tecnicismo, del resto non siamo né elettrotecnici né elettricisti, forse già saprai che la luce solare bianca che vediamo in realtà è composta da molti colori e i colori visibili fanno parte del cosi detto spettro visibile, per fare un esempio pratico l’arcobaleno è un esempio di scomposizione della luce bianca, vi è però anche uno spettro invisibile in quanto il nostro occhio non lo percepisce ma esiste, parliamo dei raggi ultravioletti che sono quelli che ci interessano in questo articolo ma ci sono anche al lato opposto gli infrarossi, mentre scendendo dopo i raggi ultraviolettie i pericolosi raggi x e i gamma che in base alla loro esposizione distruggono ogni forma di vita organica, quindi comprenderai bene che non vederli non significa che non hanno un influsso anche potente sulle cose.

La luce in realtà è una frequenza e ogni colore ne ha una propria, è una sorta di vibrazione, avrai sentito parlare di cromoterapia, la terapia che attraverso i colori, ovvero alle diverse frequenze o vibrazioni, provocano in noi delle sensazioni come potrebbero essere di relax o di stimolo. Per esempio i raggi ultravioletti abbreviati UV, sono quelli responsabili dell’abbronzatura e del rafforzamento delle ossa attraverso lo stimolo della produzione di vitamina D ma possono anche dare fenomeni di irritazione cutanea quali eritemi e in casi di forte e prolungata esposizione anche di tumori, possiamo quindi affermare che i raggi UV hanno sulla nostra salute sia effetti benefici che dannosi, a seconda anche della fonte, dell’ esposizione e del soggetto che li riceve.

Queste frequenze si misurano in nanometri, abbreviando nm. e questo valore per esempio lo potete leggere a volte sui bulbi per le lampade UV per unghie per esempio nm.365.

Lo spettro visibile ha una frequenza che va da circa 400  a 700 nm. mentre gli ultravioletti vanno da sotto i 400 nm. a 100 nm. e all’interno di questo range si suddividono in UVA che hanno onde lunghe (400-315 nm.), gli UVB che hanno onde medie (315-280 nm.), e gli UVC che hanno onde corte (280-100 nm.), nella luce solare vi è una composizione mista ma circa il 99% dei raggi che arrivano a noi sono UVA che  hanno indubbiamente un effetto benefico sulla nostra salute, sono responsabili dell’ abbronzatura e dello stimolo di vitamina D ma anche la fonte primaria, si stima un 80%, di invecchiamento cutaneo, fortunatamente gli UVB e UVC sono filtarti quasi tutti dall’atmosfera terrestre, dico fortunatamente in quanto sono senza dubbio più dannosi per la nostra salute.

Se desideri un approfondimento più tecnico ne trovi uno interessante su Wikipedia

Cosa sono i gel UV per unghie e perchè polimerizzano se esposti ai raggi UV?

Per comprendere meglio cosa sono i gel da ricostruzione unghie dovremo partire dal sistema acrilico e conoscere cosa sono i polimeri i monomeri ecc…, ma ne avremo occasione in un altro articolo di approfondimento per le appassionate di chimica, ora mi limiterò qui a dare delle indicazioni seppur tecniche di cosa è un gel UV e perché polimerizzano nel famoso “fornetto unghie” .

Il gel UV per unghie è una resina e più specificatamente fa parte delle resine foto indurenti, che derivano dal settore odontoiatrico e sono state perfezionate per il settore della ricostruzione unghie, che sottoposte ad una determinata l’unghezza d’onda UV, polimerizzano indurendosi.

I gel si distinguono dagli acrilici principalmente per il metodo di applicazione, e si presentano sotto forma di una miscela più o meno densa, composta da oligomeri acrilici, eventuali pigmenti (indicati spesso come CI seguito da un numero) filtri uv al fine di proteggere gli stessi polimeri.

La fotopolimerizzazione che avviene attraverso l’esposizione sotto una specifica lampada UV, è di entità talmente breve da non avere effetti nocivi sulla salute, tanto più sulle lampade di nuova generazione che emettono frequenze vicino ai 400 nm. ma ne parleremo nei prossimi capitoli.

Rispetto al sistema acrilico le dimensioni molecolari dei gel sono molto più grandi di quelle dei monomeri acrilici, di conseguenza non hanno quasi odore o evaporazione, e agli stessi possono essere aggiunte varie sostanze in base al tipo di gel che si vuole ottenere, per esempio sui costruttori spesso vi addizionano silice o polimeri per renderne la struttura più corposa.

Altro fattore importante di distinzione con gli acrilici sono l’elemento iniziatore che in questo caso viene attivato dal raggio UV, avremo dunque all’interno del gel un iniziatore che una volta sollecitato dal raggio UV, darà inizio alla reazione di polimerizzazione (attenzione anche i raggi solari attivano l’iniziatore), in base al tipo di iniziatore e del composto possiamo avere tempi di fotoindurimento diversi, per esempio i gel colorati, contenendo pigmenti che bloccano parzialmente la luve, devono essere opportunamente stesi in spessori calibrati, per permettere una completa polimerizzazione, pena il sollevamento precoce.

Durante il processo di fotopolimerizzazione si sviluppa un’azione esotermica (calore) che viene percepita in modo diverso da persona a persona, in relazione a diversi fattori quali unghie sensibili, periodo particolare come durante il ciclo mestruale, periodo di stress o cure farmacologiche ecc… ma dipende anche dal tipo di fotoiniziatore usato, dalla sua concentrazione, in effetti più fotoiniziatori avremo nel gel e più polimerizzerà velocemente ma questo potrebbe avere anche degli effetti negativi che oltre al calore sviluppato e conseguente possibile dolore alla persona, si potrebbero anche tradurre in fragilità del gel, mentre dalla parte opposta una insufficiente quantità di iniziatori portano ad una incompleta polimerizzazione, con conseguente sollevamento del prodotto dalla lamina e la maggiore possibilità di reazioni allergiche o sensibilizzazioni.

Anche mettendo molto prodotto sulla lamina avremo una maggiore quantità di iniziatori e quindi maggiore azione esotermica. Maggiore è lo strato di gel e maggiore sarà la difficoltà da parte dei raggi UV di raggiungere gli strati inferiori della massa, ecco che a parità di spessore, catalizzano in modo migliore e sviluppano meno calore due o tre strati sottili, anziché uno solo.

Riassumendo i fattori principali che concorrono alla corretta polimerizzazione dei gel sono, il tipo e la quantità di iniziatori (bravura dei fabbricanti), l’intensità di emissione della lampada UV ( il nostro caro fornetto unghie ), e durata dell’esposizione.

Quale tecnologia viene usata nella ricostruzione unghie per riprodurre i raggi UV?

Definito che i Gel UV per unghie polimerizzano grazie ai raggi UVA, adesso andiamo a vedere come possono essere generati dal famoso fornetto unghie, che oramai spero chiamerai lampada uv per unghie. 

Spesso sento chiedere erroneamente se un gel è UV o LED e la colpa è dei fabbricanti di gel che hanno commercializzato i primi gel polimerizzati tramite lampade LED chiamandoli appunto gel LED, ma vediamo ora perché questo è un errore madornale.

Come detto poc’anzi i gel UV polimerizzano sottoponendoli all’irradiazione di raggi UVA e nello specifico la gran parte dei gel hanno sempre polimerizzato con lampade UV per unghie che generano UVA alla frequenza di 365 nm.

Le prime lampade commercializzate che tutt’ora sono ancora molto diffuse e vendute, generano gli UVA attraverso dei Bulbi carichi di un determinato tipo di gas, e solecitati dall’ elettricità. Quindi chiamiamole lampade UV per unghie a BULBI.

Fornetto Unghie
Esempio di “fornetto unghie” lampada unghie a Bulbi

Con l’evolvere della tecnologia sono nati i LED con le svariate applicazioni industriali e domestiche basti guardarsi attorno, il LED non è altro che una tecnologia diversa per creare luce, di fatto sta sostituendo le classiche lampadine a gas che a sua volta hanno sostituito quelle a incandescenza. In ambito ricostruzione unghie le lampade LED non emettono altro che raggi UVA, ecco perché è errato parlare di gel LED o UV, sono tutti gel UV solo che l’UV lo posso generare con lampade a BULBI, a LED o ad un mix di LED e BULBI le denominate lampade CCFL ormai non più commercializzate che all’interno avevano dei LED e una serpentina carica di gas.

Fornetto unghie
Esempio di “fornetto unghie led” Lampada uv unghie a led

Il futuro è lampada unghie led, e la prima lampada LED che era una lampada per smalto semipermanente, emetteva una unica frequenza di circa 395 nm. diversamente dai 365 nm. normalmente usati, questo ha portato a due risultati, il primo è che la gran maggioranza dei gel UV che polimerizzavano a 365 nm. con la lampada a LED per unghie tarata a 395 nm. non polimerizzavano, in seconda battuta si sono sviluppati dei nuovi gel, i primi erano appositamente per la nuova frequenza usata, con il vantaggio fra l’altro di abbreviare i tempi di polimerizzazione in quanto il led a questa frequenza ha una efficienza maggiore, successivamente sono state sviluppate delle lampade LED di nuova generazione che emettono una doppia frequenza ovvero la 365 nm. e la 395 nm. e di fatto polimerizzano tutti i tipi di gel, ma si continua a chiamarle, sbagliando lampade LED UV, è corretto chiamarle lampade UV a LED, ma va chiesto quale o quali frequenze generano e un fornitore serio deve sapervelo dire.

Quali sono le lampade migliori per polimerizzare i gel UV?

Se il futuro è LED la risposta potrebbe sembrare scontata, ma non sono completamente d’accordo, non sempre la tecnologia degli ultimi hanno ha portato a miglioramenti in termini di resa, a volte è data dal maggior profitto per le multinazionali, ma si sa che a volte ci viene imposta, e se da un lato il LED offre consumi più bassi e teoricamente una lunga durata, dall’altra a volte ci si trova a spendere di più per una lampada che dovrebbe durare almeno 7 anni, mi vien da ridere vedere una lampada in un centro che lavora molto se dopo due anni non viene sostituita per la sola condizione estetica in cui è ridotta, oppure potrebbe succedere, e succede che dopo la garanzia  dei led si guastino, ecco che i 7 anni possono diventare 2 e devi riacquistarne una nuova che costa meno che ripararla, inoltre il led polimerizza più velocemente con conseguente azione eseotermica dei gel immediata e più accentuata, anche se stanno migliorando i gel e sviluppano meno calore rispetto al passato.

Lampada led unghie quale scegliere ? 

Qui non parlo di marche, sulle lampade led unghie opinioni ne trovi molte, devi valutare tu le aziende e i prodotti magari leggendo le recensioni, lo abbiamo detto il futuro è lampada led per unghie, ma se disponi di una lampada a bulbi non ti consiglio fin tanto che funziona di volerla accantonare per passare a quelle LED, ma quando lo farai devi assolutamente prendere una lampada LED a doppia frequenza per essere certa di poter polimerizzare qualsiasi gel per unghie e mi raccomando si dice gel UV non gel LED, che abbia vari timer e cosa spesso sottovalutata ma molto importante la capienza interna, devi provarla anche con unghie lunghe, spesso le lampade LED sono troppo compatte, infine la distribuzione interna dei led che deve essere molto vicina alle unghie (mano destra e sinistra), in quanto a diversità delle lampade a bulbo, il led ha una luce meno diffusa rispetto ai bulbi , ecco che per questo sopra al singolo led i fabbricanti colano una resina che crea una lente diffusore per diffondere meglio il raggio grazie ad un effetto lente, ma nei primi anni di vita questa resina tende ad ingiallire e a fare perdere resa alla lampada, quindi questo va considerato e nelle lampade con più anni si devono aumentare gradualmente i tempi di esposizione ai gel. Un’altra caratteristica interessante che vale la pena avere su una lampada per ricostruzione unghie è la possibilità di avere la potenza ridotta, utile su quelle clienti sensibili al calore sviluppato dei gel, in questo caso una emissione di uv ridotta crea una azione esotermica ridotta, ma conseguentemente conviene aumentare i tempi di polimerizzazione dei gel unghie o degli smalti semipermanenti

 
Spero tu abbia trovato interessante quanto letto, in tal caso ti sono grato se metterai un mi piace ma soprattutto se condividi questo articolo e  contribuisci a dare una corretta informazione. Spero inoltre che simpaticamente non cercherai un “fornetto unghie” ma una lampada UV per unghie.

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